Bruno Chersicla, (Trieste, 1935-2013) comincia la sua attività artistica come decoratore di navi, ma la visione dell’opera di Antoni Tàpies – nel 1958 – lo indirizza verso l’arte informale. Sul finire degli anni ’60 inventa un tipo di scultura scomponibile e infinitamente modificabile – realizzata con un tipo particolare di compensato di grande spessore – che diventerà il suo tratto distintivo. Realizza diverse serie, anche se quelle più famose sono quelle legate al mondo della letteratura e della musica jazz.
Nel frattempo non abbandona mai la sua opera di decoratore, che lo porta a realizzare la Fontana di Loano, la Cappella del Collegio Villoresi a Monza, la porta del ristorante Savini a Milano.
Della dua opera si occupano grandi critici come Gillo Dorfles, Enrico Crispolti, Sandro Parmiggiani, ma per lui è fruttifero il rapporto col mondo della letteratura, da Leonardo Sinisgalli a Fernanda Pivano.
Nel 2001 entra nel Guinness dei Primati per l’opera dipinta più grande del mondo.
Nel 2009 la città di Trieste gli assegna l’onorificenza più alta: il San Giusto d’oro.

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