Franco Costalonga è nato a Venezia nel 1933.
Il fatto che più di tutti segna la sua infanzia è di avere la residenza nella casa del custode della Fondazione Querini Stampalia, che gli permette un contatto quotidiano con le opere d’arte e la biblioteca.
Dopo aver fatto mille mestieri, il suo interesse per l’arte si traduce in una attività di restauratore di stampe e di libri antichi, oltre che di dipinti.
Il suo incarico più prestigioso è la cura degli scritti originali di Rainer Maria Rilke ancora custoditi nel castello di Duino.
Nel frattempo segue corsi d’arte alla fine dei quali è abilitato all’insegnamento, attività che lo impegnerà per tutta la sua vita.
Gli esiti di quel periodo secondo la moda del tempo, sono di tipo informale. In particolare lo attrae l’opera di Burri che lo spinge a sperimentare nuovi materiali.
Ma forse è l’attività di stampatore d’arte, praticata nel laboratorio di Galileo Borin, che gli permette meglio di sfogare la sua ansia creatrice.
La sua pittura evolve verso un’astrazione lirica che Leone Minassian, pittore all’epoca molto noto e rispettato, colloca fra Wols e Licini.
Le cose però sono destinate a prendere un’altra direzione.
La conoscenza delle tecniche e dei materiali acquisita in questi anni lo porta ad aprire, insieme all’amico Mariano Capuzzo, uno studio  di progettazione per l’arredamento. All’inizio degli anni sessanta, una sua poltrona vince il primo premio ad un concorso organizzato dalla Fiera di Padova.
Questo successo gli spalanca le porte per una nuova attività, che lo terrà impegnato per lunghi anni, ma soprattutto lo spinge a sperimentare l’uso dei materiali industriali.
In particolare fa realizzare delle semisfere di metacrilato che saranno destinate a divenire uno dei suoi marchi di fabbrica e che espone per la prima volta nel 1967 alla galleria Numero di Fiamma Vigo.
La svolta definitiva si ha, sempre nello stesso anno, con la conoscenza della Galleria Sincron, di Brescia, diretta da Armando Nizzi.
Lo scopo di questa galleria, secondo un’idea proveniente dai Costruttivisti russi, orientata perciò in senso popolare, era la diffusione dell’arte ad un pubblico più vasto rispetto al circuito dei collezionisti.
Per fare questo si chiedeva agli artisti di progettare degli “oggetti a funzione estetica”, secondo la definizione di Bruno Munari, collaboratore della galleria, riproducibili secondo il programma Sincron 250.
Costalonga realizza una sfera di 30 cm. di diametro contenente una scultura realizzata modellando a caldo un foglio di PVC.
Ma è soprattutto l’incontro con Munari che si rivela illuminante: è lui che lo svincola dall’idea che l’attività di un artista debba consistere nell’elaborazione di uno stile a cui rimanere fedele per tutta la vita.
Il senso di liberazione provato è enorme.
Due sono i principi su cui si basa da allora la sua idea di composizione: il cinetismo e l’uso di un singolo elemento base ripetuto.
L’arte cinetica è un movimento che, a partire dalla teorizzazione futurista che mirava a inserire il movimento nell’opera d’arte, dagli anni venti ha ispirato molti artisti, alcuni dei quali – fra cui lo stesso Munari – sono considerati come dei capiscuola.
L’idea comune a tutti era di favorire un nuovo modo di fruizione dell’opera d’arte da parte dell’osservatore, il quale, spostandosi, può godere di diverse variazioni.
Viene perciò messo in discussione il punto di vista frontale, da sempre privilegiato come punto di vista ideale, quello della prospettiva.
Nel caso di Costalonga il cinetismo viene espresso con l’utilizzo di semisfere rese riflettenti all’interno. Disponendone diverse in varie combinazioni, si ottengono effetti sempre nuovi.
Una evoluzione determinante è stata la scoperta di una particolarità: ponendo al centro un cilindretto colorato e guardandolo perpendicolarmente, si nota che questo riempie di sé tutta la superficie della semisfera.
Nasce così l“oggetto cromocinetico”
La realizzazione di questo elemento base, infinitamente ripetuto, gli ha permesso di sviluppare infinite variazioni, anche di tipo scultoreo.
Una di queste – nel 1969 – entra nella collezione di Peggy Guggenheim.
Un’ulteriore evoluzione dei cilindretti è quella dei “Gradienti di luminosità”; in questo caso, tagliando la sommità di ogni cilindretto a 45° – che viene colorata – e disponendoli secondo schemi sempre nuovi si ottengono infinite composizioni, ognuna apprezzabile da diversi punti di vista.
E ancora produce i Riflex, dove sono utilizzate lamelle riflettenti la luce, a volte incorporata nell’opera.
Da cinquant’anni Franco Costalonga è uno degli protagonisti dell’arte cinetica, che instancabilmente si dedica quotidianamente, con una passione mai doma, a trovare nuovi modi per esprimere la sua idea di base: l’arte è una continua scoperta di nuovi mondi.

TI PIACE QUESTO ARTISTA? CONTATTACI!

Categories: Artisti

Related Posts

Artisti

Maria Mulas

Maria Mulas è nata a Manerbio sul Garda, quarta di cinque fratelli. Negli anni cinquanta il secondogenito Ugo, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza. Un giorno, ai giardini pubblici, conosce il fotografo Mario Dondero. Read more…

Artisti

Maurizio Paccagnella

Maurizio Paccagnella è nato a Noale nel 1961. Fin da piccolo non ha alcuna difficoltà a disegnare, abilità che gli permette di entrare assai presto in uno studio di grafica pubblicitaria. E’ lì che incontra Read more…

Artisti

Fernando De Filippi

Fernando de Filippi è nato a Lecce nel 1940. Già a 11 anni frequenta l’Istituto d’Arte, che adotta a quel tempo un tipo di formazione ispirata alla bottega rinascimentale. A vent’anni parte per Parigi, per Read more…