«Futurismi», un viaggio lungo un secolo

 

Sabato 9 febbraio si è inaugurata a Pavia, presso il Palazzo del Broletto, una mostra dal titolo «Futurismi» a cura di Edoardo di Mauro e nata per volontà del Rettore del Collegio Lorenzo Valla di Pavia, Professor Ettore Maccarini.
Si tratta di una rassegna di opere attinenti ai motivi che hanno ispirato l’attività di Di Mauro fin dall’inizio della sua carriera di critico nel 1984. I suoi interessi, infatti, già in ambito universitario, vertevano sugli aspetti ideologici del Futurismo di Marinetti colti in un certo irrazionalismo soprattutto ispirato a Bergson e a Nietzsche.

Ma è attraverso il cosiddetto Secondo futurismo, quello di Balla e Depero, autori del celebre «Manifesto per una ricostruzione futurista dell’universo», che le idee del più importante movimento d’avanguardia artistica del Novecento italiano ha avuto il suo impatto più efficace sulla società, esprimendosi in campi assai diversi, oltre alla pittura, come il design, la pubblicità, la moda, e così via.
L’idea fondamentale era quella di ricorrere all’uso di materiali diversi da quelli tradizionali, di lasciare uno spazio fondamentale al colore, sempre squillante e vivace e – soprattutto – di influenzare ogni aspetto della vita quotidiana.

Queste istanze, passati gli anni Sessanta e Settanta in cui la ricerca artistica si era concentrata più sugli aspetti intellettuali e concettuali della produzione artistica, sono state riprese da un gruppo di artisti operanti soprattutto in area lombarda, gravitanti attorno alla galleria di Luciano Inga-Pin e sostenuti dal critico Renato Barilli che li definì «Nuovi futuristi».
Contemporaneamente altri artisti, in altre parti d’Italia, si stavano muovendo in quella direzione, coinvolti anch’essi in quel grande fenomeno culturale che venne definito Post-moderno.
Costoro contribuirono in maniera fondamentale alla costruzione dell’estetica dell’epoca, liberatasi da una atmosfera politicamente e ideologicamente soffocante, e invece volta a valorizzare gli aspetti individuali e ludici del fare arte.

In mostra perciò troviamo lavori appartenenti a questa grande avventura del futurismo, con opere degli artisti che hanno operato all’inizio del Novecento fino alle ultime generazioni che ne hanno preso l’eredità.
Ad Edoardo Di Mauro va il merito di aver presentato e sostenuto con coerenza nel corso del tempo una ricerca che ha ben caratterizzato la generazione dei nati negli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta.

 

(da facebook.com)

locandina futurismi futurismo pavia

La mostra è visibile fino al 26 febbraio, vale assolutamente la pena passare a visitarla!

Sergio Mandelli

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