giovanni cavaliere arte contemporanea milano

Giovanni Cavaliere, Lingua di libro

Olio su tela, 30x40, 2007

Giovanni Cavaliere, Inter

Olio su tela, 50x50, 2008

giovanni cavaliere arte ccontemporanea mandelli

Giovanni Cavaliere, Eros in rosso Wurth

Olio su tela, 60x80, 2007

Giovanni Cavaliere, Lampad'aria

Olio su tela, 60x85, 2007

Giovanni Cavaliere, Giocoliera

Olio su tela, 60x90, 2008

Giovanni Cavaliere, Il bacio del sarto

Olio su tela, 90x115, 2009

Giovanni Cavaliere, Fuori nebbia

Olio su tela, 130x160, 2007

L'artista

Giovanni Cavaliere, nasce nel 1971 a Mercato San Severino, una cittadina dell’entroterra salernitano. Lui prova un amore profondo per la sua terra e per la cultura popolare, intesa, secondo la visione pasoliniana, come deposito di sapere genuino, incorrotto, dove la storia si confonde con il mito. La riproduzione di un “Angelo ribelle” di Osvaldo Licini decide per il suo destino. Le sue preferenze in seguito  hanno il nome di SironiGoyaEl Greco, tutti pittori che si distinguono per l’utilizzazione del colore nei suoi valori di pastosità e scabrosità. La conoscenza del mondo dei colori e dei materiali si approfondisce quando scopre l’arte incisoria, a cui dedica la sua tesi all’Accademia di belle arti di Napoli. Questo repertorio di suggestioni fornisce gli ingredienti per elaborare la sua pittura. Il filone in cui si inserisce la pittura di Cavaliere è quello dell’astrazione lirica, in cui le figure disposte sulla tela non perdono mai definitivamente il contatto con la realtà, un filone che prende le mosse da Kandinsky, da Klee, da Mirò, e, appunto, da Licini.
I suoi quadri si costruiscono lentamente, per variazioni minime, alla ricerca di atmosfere rarefatte, equilibri che lui definisce impossibili, in cui tutto si tiene per una miracolosa sospensione, a cui Cavaliere pone rimedio  con alcuni accorgimenti indispensabili a dare stabilità alla composizione. Una sua caratteristica è l’uso rarefatto del colore, il più delle volte steso in una patina sottilissima che lascia trasparire quello sottostante. E differenze nella trama del colore appena percettibili si avvertono a seconda che la pasta pittorica venga stesa con la spatola o con il pennello. Questa abilità non è passata inosservata e gli è valsa, nel 2007, l’aggiudicazione dell’importante Premio Lissone.

Sergio Mandelli