Ivano Sossella, Der Geist

TM su tela, 40x30

Ivano Sossella, Der Geist 2, TM su tela, 40x50

Ivano Sossella, Der Geist 3

Tecnica mista su tela, 50x50, 2014

Ivano Sossella, Der Geist 6

Tecnica mista su tela, 100x100, 2013

L'artista

Ivano Sossella, nato nel 1963 a Genova, dopo aver sperimentato la pittura informale, si confronta con l’Arte povera. Per lui è fondamentale la riflessione sull’incontro fra pensiero razionale e pensiero religioso che, nell’Europa occidentale, ha dato origine a ciò che comunemente viene definito arte.
La domanda a cui cerca di rispondere con il suo lavoro è: quando accade quell’evento che noi chiamiamo arte, quando si realizzano le condizioni perché questa si manifesti?
La sua risposta è che l’artista tende sempre a fare un quadro.
E per lui fare quadri significa trasformare qualcosa di reale in qualcosa di vero.
In questa frase un po’ enigmatica si cela l’idea di arte di Sossella, ossia la capacità di evocare un mondo dove, apparentemente, non succede nulla, ma dove in realtà accade un evento che solo un pubblico attento e sensibile riesce a percepire: il manifestarsi dell’arte, qualcosa cioè che ha tutte le caratteristiche del miracolo.
Ha fatto parte del movimento neo-concettuale che riuniva, fra gli altri, Luca VitoneCesare VielTommaso Tozzi; incontra il favore di critici come Elio Grazioli e Angela Vettese e di galleristi illuminati come Caterina GualcoLuciano Inga-Pin e Paolo Vitolo.
Nel 1992 partecipa a Documenta di Kassel; nel 1993 Achille Bonito Oliva lo invita alla sezione Aperto della Biennale di Venezia.
Il successo lo porta ad esporre in diverse nazioni, specialmente in Francia e in Germania, paese dove si trasferisce per un lungo periodo.

Sergio Mandelli