Ventunesima puntata della rubrica “Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte” a cura di Sergio Mandelli dedicata a Enrico Robusti, nato a Parma nel 1956.
Lui concepisce la pittura come rifugio dove trovare consolazione. Ma poi la voglia di imparare lo mette a confronto con i grandi del passato, soprattutto Van Dyck. Diventa un ritrattista richiestissimo dall’alta società, e si guadagna il sostegno convinto di Federico Zeri. All’alba del nuovo millennio però sente che quello che vuole è, attraverso la pittura, dare testimonianza della fine di una civiltà, la nostra, sull’esempio di Tarantino, Lars von Trier, Philip Roth, Marco Ferreri, Federico Fellini
I suoi quadri diventano dei racconti in cui il mondo è precipitato in una vertigine senza senso, dove i personaggi si muovono obbedendo ad una irrazionale ed istintiva manifestazione dei bisogni primari, un paesaggio desolato della civiltà occidentale contemporanea.

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