Walter Valentini, Tracce 2, Terracotta, 67 x 45, 2011

Walter Valentini, Senza titolo

Tecnica mista su tavola, 50 x 70

Walter Valentini, Senza Titolo

Tecnica mista su tavola, 35x25

Walter Valentini, Senza titolo

Tecnica mista su tavola, 120 x 60, 1980

L'artista

Walter Valentini è nato a Pergola, nelle Marche, nel 1928.
Da piccolo, girovagando per le strade del paese rimane affascinato dai portoni, dietro ai quali, secondo la sua fantasia, si nasconde un mondo - di volta in volta - povero e disadorno, oppure magico e luccicante.
Si iscrive poi alla scuola del Libro di Urbino, dove apprende le tecniche di incisione e di stampa.
Terminato il ciclo di studi, decide di tornare a Milano, dove, per quindici anni lavora nel campo della pubblicità. Potrebbe fare ulteriormente carriera, se non fosse che la passione per la pittura, coltivata in segreto, diventa sempre più forte.
E’ solo per caso, però, che, grazie ad un gallerista, ma soprattutto al critico Guido Ballo, la sua attività viene resa pubblica.
La sua prima vera personale è del 1974.
Attorno agli anni ottanta Valentini conosce una decisa evoluzione con l’inserimento di due elementi fondamentali. 
Il primo è il tempo, indicato da scansioni ritmiche che ricordano quelle degli elettrocardiogrammi, anche se il suo tentativo è quello di coordinare le pulsazioni - ossia lo scandire del tempo - ad un rigoroso ordine superiore, metafisico.
Il secondo, forse suggerito dalla porosità della carta utilizzata per le sue calcografie, è la screpolatura, la rottura dell’uniformità del fondo, una sorta di apertura verso una ulteriore dimensione dell’esperienza umana.
La forza delle associazioni lo porta poi a trasporre le screpolare su un piano cosmico, ad evocare le costellazioni e le galassie.
Sempre di più il semicerchio va ad indicare il profilo di un portone, come quelli che lo lasciavano estasiato da bambino, dietro il quale, questa volta, si apre lo scenario misterioso ed affascinante del cosmo.
E ancora: il ripetersi della sagoma del portone, richiama i porticati rinascimentali, come quelli del Laurana ad Urbino, dominati dal rigore della sezione aurea.
In altre opere compaiono sezioni di cono, o ellissi, evidenti rimandi alle orbite dei corpi celesti, sottolineati magari da tracce di foglia d’oro. 
Il suo approccio raffinato ed elegante all’opera d’arte ne fanno un personaggi