Privacy Policy

Omar Ronda è nato nel 1947 a Biella.
A lui interessano soprattutto due cose: il contatto con la natura e giocare con gli oggetti e i colori.
Da adolescente scopre che quello che sta facendo ha molto a che fare con l’arte contemporanea, tanto da diventare un assiduo frequentatore delle più importanti gallerie milanesi. A vent’anni, dopo il servizio militare, apre la prima galleria.
Collabora con Gian Enzo Sperone e Lucio Amelio, insieme ai quali organizza mostre dei protagonisti dell’arte povera e più tardi a quelli della transavanguardia.
Nel 1973 decide di trasferirsi per un anno a New York, dove entra in contatto con i protagonisti dell’arte del tempo, a partire da Andy Warhol.
Negli anni successivi collabora con Lucrezia di Domizio Durini, con la quale, ad esempio, organizza eventi dedicati a Joseph Beuys.
Alla fine degli anni Ottanta, Omar Ronda, che non aveva mai smesso di coltivare la passione per la creazione artistica, decide che è arrivato il momento di mettersi in gioco.
Per il debutto progetta un intervento alla Reggia di Caserta nel 1988, utilizzando, oltre alle materie plastiche, il fosforo.
Nel 1990 realizza una installazione composta da una piramide di plastica dorata, collocata quasi sulla vetta del Monte Bianco, dove risiede per sei giorni e sei notti. Tutt’attorno dispone dei cactus dall’evidente effetto spiazzante.
I primi quadri appartengono alla serie Genetic fusion.
Espone in gallerie prestigiose e collabora con importanti personalità della cultura italiana.
Inoltre con Giuseppe Chiari partecipa alle attività del Fluxus, e con Enrico Baj a quelle del Collegio di Patafisica.
Nel 1994 fonda un gruppo che si chiama Cracking art, il cui nome deriva dal processo di lavorazione del petrolio necessario per produrre il polimero delle materie plastiche.
Il suo lavoro conquista critici prestigiosi come Philippe Daverio, con il quale realizza progetti di grande visibilità, e Harald Szeeman, che lo invita alla Biennale del 2001, dove dispone una memorabile installazione di 6000 tartarughe dorate.
Ma la sua opera principale è soprattutto la Wunderkammer, una stanza delle meraviglie di oltre 400 metri quadrati costruita giorno dopo giorno dove le sue opere sono disposte in modo da coinvolgere il visitatore e suscitargli un moto di stupore.
Quella di Omar Ronda è quindi un’opera complessa di operatore nel mondo dell’arte, in cui la sua realtà di divulgatore di arte contemporanea non è seconda a quella attuale di artista apprezzato a livello internazionale.

TI PIACE QUESTO ARTISTA? CONTATTACI!

Categories: Artisti