Walter Bortolossi

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Guarda l'episodio 93 del nostro canale YouTube "Praline - Delizie dal mondo dell'arte".

Vita, stile & influenze

Biografia e influenze artistiche

Walter Bortolossi nasce a Basilea nel 1961. Trascorre dunque i primi anni di vita in una città dal forte carattere medievale, cromaticamente ricca e culturalmente stratificata, un contesto che lascia un’impronta duratura sulla sua sensibilità visiva. Fin dall’infanzia manifesta un’attitudine precoce al disegno e alla narrazione per immagini, ritagliando figure dai giornali e assemblandole in storie di propria invenzione.

All’età di cinque anni si trasferisce in Friuli, paese d’origine del padre. A quindici anni riparte per Venezia, dove frequenta prima il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti, compiendo il proprio percorso formativo in un clima politico e culturale fortemente turbolento. In questi anni definisce un immaginario complesso, nutrito da letture e riferimenti letterari legati a figure considerate “maledette” della cultura francese come Charles Baudelaire, Isidore Ducasse e Antonin Artaud. A questi testi dedica una serie di disegni già pienamente maturi, alcuni dei quali vengono pubblicati.

Il segno grafico si ispira anche al fumetto underground americano, in particolare all’opera di Robert Crumb. I testi letterari non vengono semplicemente illustrati, ma rielaborati attraverso un processo di libere associazioni. Parallelamente si amplia l’interesse per il pensiero filosofico, con riferimenti a Friedrich Nietzsche, Gilles Deleuze e Félix Guattari, autori che indagano un’esistenza in cui i confini tra normalità e follia risultano sempre più instabili.

Accanto ai disegni, Bortolossi realizza dipinti che si avvicinano ai linguaggi dell’Art Brut e del gruppo Cobra, in sintonia con il clima della Transavanguardia allora emergente. Un ulteriore riferimento culturale è rappresentato dal tema delle Macchine Celibi, ispirato non tanto a Duchamp quanto alle figure di Alfred Jarry e Raymond Roussel, interpreti emblematici del passaggio dal simbolismo ottocentesco alla civiltà della scienza e delle macchine.

Opere

Tipologia di opere e tecniche

La svolta pittorica avviene nel 1987 con una serie di opere di impianto metafisico. Tra queste spicca un dipinto dedicato alla teoria dei giochi linguistici, in cui una spianata popolata da templi di varia natura allude a una pluralità di linguaggi incapaci di comunicare tra loro. In seguito, nella pittura di Bortolossi compaiono citazioni tratte dalle teorie di Isaac Newton, Imre Lakatos e Rudolf Carnap, riferimenti che rimandano alla storia e alla filosofia della scienza.

Un elemento distintivo del suo lavoro è l’uso del testo dipinto direttamente sulla superficie dell’opera. I titoli, inseriti all’interno dei quadri, instaurano un dialogo ironico con l’immagine, richiamando la Poesia Visiva e la grafica dei fumetti e delle riviste. Frasi celebri, titoli di libri o affermazioni apparentemente perentorie generano ambiguità semantiche che ampliano il senso dell’opera. A differenza dell’Arte Concettuale, l’idea iniziale non prevale sull’esecuzione, ma viene arricchita e trasformata dalla complessità pittorica.

Le opere di Bortolossi, talvolta sviluppate anche in tre dimensioni, tendono a saturare lo spazio con una molteplicità di figure e segni, dando vita a un vero horror vacui. L’artista riconduce questa attitudine a suggestioni provenienti dall’arte indiana e orientale, oltre che dalla tradizione gotica e barocca europea. Spesso compaiono nomi propri dei personaggi rappresentati o marchi celebri, come nei dipinti antichi si indicavano i santi, sottolineando il cortocircuito tra sacro e profano, cultura alta e cultura popolare.

Con l’introduzione del computer come strumento compositivo, questa tendenza all’accumulo si accentua ulteriormente, aprendo la strada a deformazioni e sperimentazioni visive. Centrale è il riferimento alla crisi delle ideologie e alla società liquida teorizzata da Zygmunt Bauman, un mondo privo di gerarchie stabili in cui linguaggi e valori convivono sullo stesso piano. All’interno di questo caos, tuttavia, ricorrono architetture e tavoli di discussione che alludono alla possibilità di spazi condivisi e di un dialogo ancora praticabile.

Pur mantenendo un’impostazione chiaramente europea, il lavoro di Bortolossi intercetta fenomeni d’oltreoceano come l’arte Lowbrow, rappresentata da Robert Williams. La rivista Juxtapoz gli dedica un ampio articolo, favorendo una serie di mostre negli Stati Uniti, tra cui una significativa esposizione presso la Glassell Gallery del museo dell’Università della Louisiana, accompagnata da un catalogo con un testo critico di Darius Spieth.

Il metodo Mandelli Arte

Mandelli Arte promuove Walter Bortolossi per la complessità e l’attualità di una ricerca che mette in relazione memoria storica e presente, filosofia e cultura visiva, immagini colte e riferimenti popolari. Il lavoro dell’artista costruisce un sistema di libere associazioni capace di riflettere in modo critico sulle contraddizioni del mondo contemporaneo, senza rinunciare alla forza pittorica e narrativa dell’immagine. Per questa ragione Mandelli Arte è orgogliosa di proporre Bortolossi ai suoi clienti più ambiziosi, alla ricerca di uno stile unico e inconfondibile dal potente impatto visivo. 

La galleria accompagna l’opera di Bortolossi attraverso un percorso curatoriale che ne evidenzia la coerenza interna e la rilevanza internazionale, valorizzando la capacità dell’artista di creare un linguaggio stratificato, ironico e profondamente colto. Questo approccio trova ulteriore approfondimento nella Pralina dedicata all’artista, la numero 93, pensata come strumento di lettura e di accesso al suo universo visivo, oltre che due puntate televisive della serie “Praline in tv”

Per ricevere informazioni sulle opere di Walter Bortolossi e sul suo percorso artistico, ti invitiamo a contattarci: galleria@mandelliarte.com.